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5/23/2008 Essere giovani«Essere giovani significa aver scoperto le cose che non passano col passare veloce degli anni.Se un giovane scopre i valori veri e grandi, allora non invecchia mai,anche se il corpo segue le sue leggi.Resta giovane sempre nel cuore e irradia giovinezza, cioè bontà.Sì, perché la bontà sfugge alla presa del tempo.Per questo possiamo dire che solamente chi è buono e generoso è veramente giovane.Vi auguro di essere giovani, non alla moda: le mode si bruciano in un baleno,in una rincorsa frenetica e stordita;la giovinezza invece – quella della bontà – resta per sempre.Anzi, sarà perfetta e splendente in Cielo con Dio.E’ bello essere giovani.Oggi tutti vogliono essere giovani, rimanere giovani e si mascherano da giovani,anche se il tempo della giovinezza è passato - visibilmente passato.Perché è bello essere giovani?Perché il sogno della perenne giovinezza?Mi sembra ci siano due elementi determinanti: la gioventù ha ancora tutto il futuro davanti a sé.Tutto è futuro – tempo di speranza.E il futuro è pieno di promesse.Oggi però, per molti, anche pieno di minacce, soprattutto la minaccia di un grande vuoto.Perciò molti vogliono arrestare il tempo per paura di un futuro nel vuoto;vogliono subito consumare tutte le bellezze della vitae così l’olio della lampada è consumato quando la vita comincerebbe.E’ importante scegliere le vere promesse, che aprono al futuro – anche con rinunce.Chi ha scelto Dio ha ancora nella vecchiaia un futuro senza fine e senza minacce davanti a sé.Scegliere bene – non distruggere il futuro.E la prima scelta fondamentale deve essere Dio, rivelatosi nel Figlio Gesù Cristo.E nella luce di questa scelta, che ci offre nello stesso tempo una compagnia affidabile nel cammino,si trovano i criteri per le altre scelte necessarie».Dal discorso di Benedetto XVI° rivolto ai giovani il 18 maggio a Genova: “Siate giovani, non alla moda” 5/14/2008 COMMENTI SUI BLOG SALVE A TUTTI E BUONASERAAAAAAAAAAA
DA QUANTO TEMPO CHE NON SCRIVEVO STO BLOG, :)
EPPURE MI HA DATO E CONTINUA A DARMI TANTO, BEH... VISTO CHE E' SCESO DI RANK, E' GIUNTO IL MOMENTO DI RISPOLVERARLO UN PO' GIRANDO PER I BLOG GUARDAVO E RIGUARDAVO I BLOG, BEH QUANTE VOLTE VI SIETE IMBATTUTI IN QUESTA SCHERMATA?
DICE LA SCRITTA CHE IL BLOG E' RISERVATO, SOLO X POCHI ELETTI, NON CHE SIA CURIOSO DI SAPERE COSA CAVOLO SCRIVONO GLI ALTRI, MA E' COME SE SI PERDESSE IL VERO SENSO DELLA PAROLA BLOG: DEFINIZIONE DI BLOG? Termine nato dalla contrazione delle parole Web e Log, si tratta di un giornale o diario pubblicato su Internet dove chiunque può pubblicare (postare) pensieri e riflessioni aperti alla lettura di tutti.
ALLA LETTURA DI TUTTI...
BEH, COSA NE PENSATE? MEGLIO AVERLO APERTO E FARLO VEDERE DA CHIUNQUE O CHIUSO X POCHI ELETTI IL BLOG? 5/6/2008 CI SONO MOMENTICI SONO MOMENTI NELLA VITA IN CUI QUALUNO TI MANKA
KOSì TANTO KE VORRESTI TIRARLO FUORI DAI SOGNI X ABBRACCIARLO DAVVERO!!! 5/2/2008 Rimini 2008... con Dio non ci si annoia mai...Quest'anno non ci sono potuto andare a rimini, ma nonostante tutto mi manca un po' Il convegno nazionale del Rinnovamento nello Spirito, perchè in questi ultimi 2 anni che ci sono andato, 2006 e 2007, mi ha riempito tanto... cmq...... sarà x l'anno prossimo...
intanto per la serie: "con Dio non si annoia mai..." vi lascio una testimonianza che nella giornata del 1 maggio, festa dei lavoratori, dal palco di Rimini sono state lette relative al lavoro. A raccontarsi, Enzo e Bartolo. Enzo: Disoccupato per amore del Vangelo
«Avevo un lavoro soddisfacente con il quale “mandavo avanti” la famiglia. Distribuivo prodotti alimentari a piccoli e grandi rivenditori. Ero abbastanza appagato». Sposato con Antonella e padre di tre figli, Enzo comincia a frequentare un gruppo del Rinnovamento nel 1995, invitato da sua moglie. «Lì è iniziata la mia conversione – racconta dal palco di Rimini –. Ho scoperto che Dio mi parlava e trasformava la mia vita con la sua Parola». E la sua vita cambia radicalmente: «Durante il Seminario di vita nuova cominciavo a comprendere che nel mio lavoro c’erano troppi compromessi. Il mio lavoro, nel modo in cui era condotto e gestito, non poteva essere gradito a Dio!». Di qui, la difficoltà della decisione, che coinvolgeva non solo lui, ma anche chi con lui gestiva l’azienda. «Intanto la Parola mi guidava – continua – mostrandomi il peccato presente nel mio lavoro, e mi chiedeva fiducia e abbandono in Dio». Nel 1998 Enzo lascia quel lavoro nonostante fosse l’unico mezzo di sostentamento della sua famiglia. E senza avere davanti a sé nessun’altra prospettiva: «Ci fidavamo solo di Dio e della sua promessa di abbondanza dopo un tempo di purificazione. Il gruppo di preghiera si mobilitò e non ci fece mancare né il sostengo della preghiera incessante né il sostengo materiale. Dopo sei mesi, improvvisamente, fu il mio nuovo lavoro che trovò me e non io a trovare lavoro». Proprio davanti casa di Enzo una libreria viene messa in vendita. Grazie a un pagamento facilitato, riesce ad acquistarla. Oggi la gestisce insieme alla moglie: «è una libreria cattolica, ma soprattutto il luogo in cui annunciamo Gesù». Bartolo: La mia conversione avvenne in carcere
«Mi trovai improvvisamente in carcere, innocente. A casa mi attendevano una moglie e due figli piccoli, senza neanche il necessario per vivere». Nel 1989, a ritorno dalla fiera del mobile di Milano dove era andato per lavoro, Bartolo viene arrestato. Sul treno aveva incontrato un ragazzo di un paesino calabrese vicino al suo. Giunti alla stazione avevano preso lo stesso taxi. La Guardia di Finanza – racconta Bartolo - trovò nel borsone di quel ragazzo un fucile. E Bartolo fu considerato complice. Nei due anni in cui è costretto in carcere vive una profonda conversione. «Chiedevo a Dio il perché di quella situazione e riflettevo sulla mia vita, pensando a quando ero a casa e bestemmiavo, a quando mia moglie frequentava la Messa e io mi arrabbiavo. All’improvviso è stato come se in quella cella fosse esplosa la luce. Cominciai a piangere, a tremare, e compresi che Dio non mi aveva mai abbandonato ma era lì vicino a me. Quando mia moglie venne a trovarmi in carcere le chiesi di portarmi una Bibbia e iniziai a leggerla senza curarmi dei miei compagni di cella che mi prendevano in giro». scito dal carcere, Bartolo spera di ricominciare dal suo lavoro, dal suo negozio di mobili rimasto chiuso per tutto quel tempo. E invece a causa di un guasto alle tubature il magazzino si era allagato e tutti i mobili erano da buttare: «Non avevo più neanche una sedia sulla quale sedere! Invocai piangendo la Vergine Maria e le promisi che, se solo mi avesse dato la forza di ricominciare, mi sarei preso cura di ogni bisognoso incontrato sulla mia strada». Bartolo incontra un gruppo del RnS e comincia a frequentarlo insieme alla moglie e ai figli: «Lì ho capito cosa vuol dire essere chiamati alla santità. Desideravo con tutto il cuore servire Dio e i fratelli. Il poco che avevo si raddoppiò e il doppio si triplicò. Mi impegnai a mantenere la promessa fata alla Mamma celeste e, con l’aiuto del mio gruppo di preghiera, ho messo in piedi un centro di accoglienza per immigrati, principalmente extracomunitari, interamente sostenuto da volontari. Attualmente diamo da mangiare tre volte la settimana a più di trecento persone». fonte: sito ufficiale del rns italia, per leggere la sorgente dell'articolo, cliccate sotto dove c'è scritto riferimento. |
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