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    9/3/2007

    A chi confida in Dio nulla è impossibile

    Mi chiedo e vi domando: le richieste che Dio ci rivolge, per quanto
    impegnative possano sembrarci, potranno mai uguagliare ciò che fu
    domandato da Dio alla giovane Maria? Cari ragazzi e ragazze, impariamo
    da Maria a dire il nostro "sì", perché lei sa veramente che cosa
    significhi rispondere generosamente alle richieste del Signore. Maria,
    cari giovani, conosce le vostre aspirazioni più nobili e profonde.
    Conosce bene, soprattutto, il vostro grande desiderio di amore, il
    vostro bisogno di amare e di essere amati. Guardando a lei, seguendola
    docilmente scoprirete la bellezza dell'amore, non però di un amore
    "usa-e-getta", passeggero e ingannevole, prigioniero di una mentalità
    egoista e materialista, ma dell'amore vero e profondo. Nel più intimo
    del cuore ogni ragazzo e ogni ragazza, che si affaccia alla vita,
    coltiva il sogno di un amore che dia senso pieno al proprio avvenire.
    Per molti questo trova compimento nella scelta del matrimonio e nella
    formazione di una famiglia dove l'amore tra un uomo e una donna sia
    vissuto come dono reciproco e fedele, come dono definitivo, suggellato
    dal "sì" pronunciato davanti a Dio nel giorno del matrimonio, un "sì"
    per tutta l'esistenza.
    So bene che questo sogno è oggi sempre meno
    facile da realizzare. Attorno a noi quanti fallimenti dell'amore!
    Quante coppie chinano la testa, si arrendono e si separano! Quante
    famiglie vanno in frantumi! Quanti ragazzi, anche tra voi, hanno visto
    la separazione e il divorzio dei loro genitori! A chi si trova in così
    delicate e complesse situazioni vorrei dire questa sera: la Madre di
    Dio, la Comunità dei credenti, il Papa vi sono accanto e pregano
    perché la crisi che segna le famiglie del nostro tempo non diventi un
    fallimento irreversibile. Possano le famiglie cristiane, con il
    sostegno della Grazia divina, mantenersi fedeli a quel solenne impegno
    d'amore assunto con gioia dinanzi al sacerdote e alla comunità
    cristiana, il giorno solenne del matrimonio.

    Di fronte a tanti fallimenti non è infrequente questa domanda: sono io
    migliore dei miei amici e dei miei parenti che hanno tentato e hanno
    fallito? Perché io, proprio io, dovrei riuscire là dove tanti si
    arrendono? Quest'umano timore può bloccare anche gli spiriti più
    coraggiosi, ma in questa notte che ci attende, ai piedi della sua
    Santa Casa, Maria ripeterà a ciascuno di voi, cari giovani amici, le
    parole che lei stessa si sentì rivolgere dall'Angelo: Non temete! Non
    abbiate paura! Lo Spirito Santo è con voi e non vi abbandona mai.
     
    A chi confida in Dio nulla è impossibile.
     
     Ciò vale per chi è destinato alla vita matrimoniale,
     ed ancor più per coloro ai quali Iddio propone
    una vita di totale distacco dai beni della terra per essere a tempo
    pieno dediti al suo Regno. Tra voi ci sono alcuni che sono incamminati
    verso il sacerdozio, verso la vita consacrata; taluni che aspirano ad
    essere missionari, sapendo quanti e quali rischi ciò comporti. Penso
    ai sacerdoti, alle religiose e ai laici missionari caduti sulla
    trincea dell'amore al servizio del Vangelo. Ci potrebbe dire tante
    cose al riguardo padre Giancarlo Bossi, per il quale abbiamo pregato
    durante il periodo del suo sequestro nelle Filippine, e oggi gioiamo
    nell'averlo tra noi. In lui vorrei salutare e ringraziare tutti coloro
    che spendono la loro esistenza per Cristo sulle frontiere
    dell'evangelizzazione.
     
    Cari giovani, se il Signore vi chiama a vivere
    più intimamente al suo servizio, rispondete generosamente. Siatene
    certi: la vita dedicata a Dio non è mai spesa invano. 
    Benedetto XVI